È legale scaricare e possedere ROM di giochi?

È legale scaricare e possedere ROM di giochi?


Diciamoci la verità: chi non ha mai scaricato un gioco, una canzone o visto un film in streaming anche parzialmente, alzi la mano.

Ad un certo punto della nostra vita, però, ci troveremo sicuramente a chiederci (o a sentir chiedere da parte di qualcun altro) se tutto questo sia legale.

Inizio subito con lo smentire una bufala che gira da quando esiste Internet: No, eliminare la ROM che avete scaricato dopo 24 ore non serve a nulla.

Terminologia

Iniziamo con il definire i due termini principali intorno a cui ruota questo articolo:

Emulatore

Un emulatore è un software, sviluppato (appunto) per emulare il comportamento di un sistema informatico o di una console di gioco all’interno di un computer o di un altro sistema informatico (si pensi al NES emulato su XBOX 360, o NES emulato su 3DS).

Un emulatore permetterebbe, quindi, di riprodurre fedelmente il comportamento di una console o di un retro computer (es. Apple II, Commodore 64 e così via) su un computer più potente e, ovviamente, più recente, al fine di giocare a titoli che sarebbero altrimenti impossibili da giocare su un PC.

ROM

Una ROM consiste nella estrapolazione di tutti i dati contenuti all’interno di una cartuccia o CD-ROM e il rispettivo salvataggio in un file digitale, in modo che esso possa essere aperto da un emulatore apposito.

Sviluppare/scaricare un emulatore è legale?

Un emulatore, salvo specifiche eccezioni che spiegherò di seguito, non è illegale da scaricare e utilizzare.

Un software che emula un altro sistema rientra perfettamente nella legalità, per due motivi principali:

  1. Un emulatore senza ROM o programma da eseguire non serve a nulla, se non a chi sviluppa programmi indipendentemente (come applicazioni o giochi homebrew) e vuole testarne la funzionalità senza caricare il tutto su una vera console, ma questo è uno scenario non di certo diffuso.
    Si può fare un’analogia con un minorenne che ha in mano una bottiglia di birra vuota: finché la bottiglia rimane vuota, non infrange nessuna legge sul consumo di alcool da parte di minore.
  2. Una persona potrebbe costruirsi la propria libreria di giochi retro in formato digitale, con le dovute eccezioni, rientrando perfettamente nella maggior parte degli scenari permessi dal fair use;

Attenzione, però! L’emulazione di un sistema (anche senza ROM) rischia l’irregolarità in due scenari:

  1. Quando per far funzionare l’emulatore è necessario software aggiuntivo di proprietà della casa madre. Un esempio famoso di questo scenario è l’emulazione della Play Station 1, dalla quale deve essere per forza estratto il BIOS (software tutelato dal copyright SONY) per far funzionare qualsiasi emulatore.
    Scaricare il BIOS da internet equivale al download di opera tutelata da diritto d’autore, perciò è illegale.
  2. In linea di massima eseguire reverse engineering su un sistema non è illegale. Anche in Italia il reverse engineering è considerato legale (art. 64 legge 22 aprile 1941, n. 633), ma solo se utilizzato per permettere l’interoperabilità tra i programmi. Nonostante ciò, ci si deve assicurare che nessun componente hardware e software del sistema da emulare sia protetto da diritto d’autore, altrimenti si violerebbero i termini di licenza finale e si rientrerebbe così nell’illegalità.

Nota bene:

Un emulatore non è mai licenziato dalla casa di sviluppo della console emulata, anzi, spesso le stesse case lottano affinché anche gli emulatori siano considerati illegali in quanto potrebbero incentivare la pirateria ai danni delle varie case di produzione di giochi.

Fair-cosa?

Esiste una zona “grigia” con cui sarebbe plausibile il possedimento di una copia digitale di una cartuccia di gioco e non rientrare nella illegalità.

Sempre in linea generale, come spiega in una intervista il professore di “Internet Law and Intellectual PropertyDerek E. Bambauer, possedere una copia reale del gioco potrebbe giustificare (IN TEORIA) il compratore finale ad usufruire del contenuto della cartuccia, quindi della proprietà intellettuale protetta da diritto d’autore, in ogni situazione e luogo, purché non vi siano fini commerciali. Ciò include, di conseguenza, il salvare su formato digitale la cartuccia e giocarla con un emulatore sul proprio PC.

C’è da dire che questo “fair-use” non è una legge, dice sempre il professor Bambauer, ma è più uno “standard non scritto”, che può essere teoricamente utilizzato come difesa a livello legale.

Devo, inoltre, ricordare che ogni casa di sviluppo e publisher ha le sue precise regole e i suoi specifici termini per definire cosa sia legale e cosa no, quindi vi ricordo di fare una ricerca precisa sul sito del produttore per essere sicuri di non violare la legge!

Come infatti riporta la guida legale della Nintendo, anche i giochi reputati “vintage” posseggono una tutela del diritto d’autore come i giochi più recenti, in quanto i personaggi (le proprietà intellettuali) sono costantemente riutilizzati in giochi moderni e reboot.

Scaricare ROM è illegale?

Risposta breve: sì, è illegale allo stesso modo di film e musica.

Purtroppo vi è molta confusione, perché in Italia i videogiochi non sono esplicitamente tutelati dal diritto d’autore allo stesso modo di altre opere come musica o film (legge sul diritto d’autore del 1941).

Ciò non vuol dire, però, che non siano tutelati. Facciamo un passo indietro.

Secondo l’articolo 171-ter della legge sul diritto d’autore, sussiste il reato quando vi è la duplicazione di opere incise su supporti destinati alla vendita:

È punito, se il fatto è commesso per uso non personale, con la reclusione da sei mesi a tre anni e con la multa da euro 2.582 a euro 15.493 chiunque a fini di lucro:

a) abusivamente duplica, riproduce, trasmette o diffonde in pubblico con qualsiasi procedimento, in tutto o in parte, un’opera dell’ingegno destinata al circuito televisivo, cinematografico, della vendita o del noleggio, dischi, nastri o supporti analoghi, ovvero ogni altro supporto contenente fonogrammi o videogrammi di opere musicali, cinematografiche o audiovisive assimilate o sequenze di immagini in movimento;

http://www.interlex.it/testi/l41_633.htm#171-ter

Penso sia fuori discussione che un videogioco sia a tutti gli effetti una “sequenza di immagini in movimento“, tant’è che la Corte di Cassazione stessa si è espressa nell’affermare che:

Alla luce del percorso motivazionale della sentenza impugnata, appena ricordato, questa Corte ritiene opportuno rimuovere subito un possibile motivo di malinteso e chiarire le ragioni per cui assume che al caso di specie non possa in alcun modo applicarsi la disposizione contenuta nell’art. 171-bis della legge. La più recente giurisprudenza di legittimità, infatti, ha chiarito che i c.d. “videogiochi” utilizzati sui personal computer o sulle consolles non costituiscono meri “programmi per elaboratore”, e cioè un software in senso proprio, bensì un prodotto diverso e più opportunamente riconducibile alla categoria dei supporti contenenti sequenze di immagini.

Sentenza n. 33768 25 maggio 2007

Per quanto riguarda la durata del diritto d’autore, ossia il tempo che deve passare affinché una proprietà intellettuale possa diventare da opera tutelata da diritto d’autore a opera di dominio pubblico, si può far affidamento alla normativa europea sulla proprietà intellettuale, la quale recita:

Nei paesi dell’UE il copyright tutela la proprietà intellettuale fino a 70 anni dalla morte dell’autore, oppure 70 anni dalla morte dell’ultimo superstite in caso di opere realizzate collettivamente.

Al di fuori dell’UE, nei singoli paesi che hanno firmato la convenzione di Bernapdf , la durata della tutela può variare, ma è di almeno 50 anni dalla morte dell’autore.

https://europa.eu/youreurope/business/running-business/intellectual-property/copyright/index_it.htm

Per referenza, in America il diritto d’autore ha la stessa durata:

For works created after January 1, 1978, copyrights last for 70 years after the death of the author

https://www.stopfakes.gov/article?id=How-Long-Does-Patent-Trademark-or-Copyright-Protection-Last

Invece, per quanto riguarda il diritto d’autore in Giappone, il termine è minore:

Copyright protection starts from the creation of a work and continues for 50 years
following the death of the author […]

https://www.jurists.co.jp/sites/default/files/tractate_pdf/en/47374.pdf

E se un gioco è davvero tanto tanto vecchio?

Esiste una categoria di giochi che rientrano nei termini della proprietà intellettuale, ma il cui sviluppo e la rispettiva vendita sono stati interrotti, inserendosi, di conseguenza, una zona non tanto chiara a molti.

Sto parlando dei giochi Abandonware.

Il termine “Abandonware” consiste in quella categoria di giochi dove il diritto d’autore dell’opera è stato cessato a terzi, è stato venduto con la vendita della casa software originaria e non è stato più applicato o, semplicemente, non viene più rivendicato dall’autore quando violato. Semplicemente, non è più di interesse commerciale.

Ma, ahimè, non basta semplicemente dichiarare che un gioco perda il diritto all’essere tutelato, similmente a come ha fatto il manager di una famosa società di carta, ma si deve comunque rispettare il termine legale previsto dalla legge vigente (70 anni in Europa e America, 50 anni in Giappone).

E se un gioco non è più presente sul mercato?

Certo, la pirateria è sempre un danno al mercato che sta dietro allo sviluppo, produzione e distribuzione del videogioco, ma se questo videogioco non è presente sul famigerato mercato… cosa succede?

Rullo di tamburi… Si torna sempre al discorso di proprietà intellettuale.

[sad trombone noise]

Che una società metta sugli scaffali o meno la propria opera, non è affar dei clienti finali. Chi detiene i diritti di un’opera è libero/a di non distribuirla su alcun mercato e tenerla per sé.

Nel caso io vendessi o distribuissi ROM online?

Qui la faccenda diventa irrimediabilmente pericolosa.

Nel caso di vendita o di distribuzione gratuita, ossia di diffusione di un’opera tutelata dal diritto d’autore per fini commerciali, viene applicato il sopracitato articolo 171-ter della legge sul diritto d’autore, il quale sancisce chiunque duplica e diffonde materiale protetto da diritto d’autore per fini non personali con ammenda pecuniaria fino a 15.493 euro e reclusione fino a 3 anni.

Senza contare che, con molta probabilità, la casa produttrice del videogioco/videogiochi che sono stati distribuiti vorrà chiedervi i danni per la diffusione illecita di opera intellettuale, e questi so’ soldi.

Per citare uno tra i casi di risarcimento più eclatanti ai danni del diritto d’autore detenuto dalla Nintendo, sono stati chiesti 12 milioni di dollari a due siti che offrivano ROM da scaricare gratuitamente.

Diciamo che non la prendono per niente bene, quando si tratta di diritto d’autore.

Queste azioni hanno portato siti come EmuParadise a chiudere bottega autonomamente, per evitare di trovarsi i legali Nintendo alle porte da un giorno all’altro.

Conclusioni

In parole povere non è praticamente quasi mai legale scaricare da internet videogiochi protetti dal diritto d’autore, che essi siano vecchi o siano stati già acquistati fisicamente.

Certo, è da dire che chi rischia davvero di più è chi si apre una edicola online per la distribuzione e il download, sia gratuito che sotto compenso, perché sono quelle le minacce che publisher come Nintendo o EA cercano costantemente (e che poi denunciano per svariati milioni).

Si rischia materialmente qualcosa a scaricare delle ROM da internet? No, perché lo scenario dove per una violazione di copyright una casa come la Nintendo si mobiliti e contatti le autorità locali è davvero remota. Certo, va detto che se proprio dovete entrare nei “mercati grigi”/”mercati neri” della pirateria, abbiate la decenza di prendere le dovute precauzioni 😛


Letture interessanti:


Disclaimer:

L’autore del presente articolo non è un avvocato, un laureando o dottore in Giurisprudenza, né ha competenze accademiche in ambito legale. Il presente blog non rappresenta un organo ufficiale delle norme italiane in vigore né un ufficio di consulenze in ambito giurisprudenziale. I temi trattati in questo articolo vanno approfonditi singolarmente e con attenzione da parte del lettore su fonti ufficiali, oltre a quelle indicate dall’articolo stesso.
Né questo blog né l’autore dell’articolo si assumono responsabilità che possono derivare dalle azioni del lettore legate alla cattiva interpretazione delle informazioni espresse.

Mostra i Commenti